Sono stanca di essere stanca.
Devastata.
È così che mi sento da qualche mese a questa parte.
Sono stanca, mortalmente stanca, così stanca che ho rinunciato a tutto, tranne al lavoro e al sonno.
E qual è la cosa più divertente?
È il lavoro che mi stanca.
Sì, lo so, sono finita in un limbo.
"Lascia il lavoro", "imponiti", "cerca altro".
Eh, grazie al cazzo.
Se non fosse che vivo in una delle città più care d'Italia e che il mio lavoro è
- sottovalutato
- bistrattato
- sfruttato
Non è che andando via di qua la situazione migliorerebbe, potrebbe solo peggiorare.
E parlo per esperienza, ho visto molte realtà lavorative e questa è la migliore.
Cosa accadrebbe se perdessi il lavoro?
Ve lo dico io.
A ottobre 2021 fui lasciata a casa. Contratto finito, nessuna voglia di pagare un dipendente quando hai la possibilità di sfruttare un altro tirocinante, solite cose insomma.
Sono rimasta a casa per 3 mesi.
3 mesi sembrano (e sono) una bazzecola nel mondo del lavoro di oggi.
Ecco, io questa cosa la posso e la riesco a dire a oltre un anno di distanza, ma ai tempi persi la testa.
Cercavo continuamente lavoretti, anche se ero assolutamente in grado di vivere per oltre un anno grazie ai risparmi (niente naspi, i tirocini non la prevedono, bello vero?), non dormivo, mangiavo poco, ero sempre in uno stato di allerta, controllavo i siti per le offerte di lavoro ogni 10 minuti, mandavo cv e sostenevo colloqui in continuazione e mi sentivo completamente, totalmente inutile e inerme.
In quel periodo uscivo con un ragazzo di 7 anni più grande di me disoccupato da 3. Era estremamente rilassato in merito al lavoro.
Aveva i suoi motivi, condivisibili o meno, per non lavorare, non era semplice lassismo, ma io tutta quella calma non la capivo.
Essendo che eravamo a 800 km di distanza, sono scesa da lui per due settimane per approfittare del periodo di stacco.
Risultato?
Due settimane attaccata al pc a inviare cv e programmare colloqui, finché non mi sentii dire "ma la pianti di dire che non fai niente? È da quando sei qui che fai solo cose per il lavoro."
Un punto di vista totalmente inaspettato.
La ricerca del lavoro è essa stessa lavoro?
Domanda che richiede un capitolo a parte.
Comunque, non mi calmai per un cazzo ma la vissi con un pelo meno di senso di colpa.
Tutta quella ansia produttiva fu utile, perché trovai un lavoro, feci il mese di prova e lo rifiutai per un contratto indeterminato nel mio settore.
Qualcosa di pari al miracoloso.
Non voglio stare così male un'altra volta, quindi il lavoro non lo mollo, perché due miracoli mi renderebbero Gesù Donna e i soldi li farei in un altro modo.
Ma sono stanca.
Passo la mia vita in ufficio (cosa che non cambierebbe a prescindere), mi è stato tolto lo smart working (a tutti, ma a me dà particolarmente fastidio) e il lavoro è aumentato senza riconoscimenti economici, continue minacce di licenziamenti (infondate), comunicazione pari a 0, condizioni lavorative scomode, totale assenza di welfare, 0 benefit (manco il frigo per mantenere le borracce fresche in estate, no, ti attacchi al cazzo) e altre varie problematiche mi esasperano, mi stancano, mi devastano.
Torno a casa e vado a letto.
Ho rinunciato alle uscite con amici, ai weekend fuori (anche perché lo stipendio di 1200€ è un po' una cazzata quando paghi 450€ per una camera), ai miei hobby, a relazioni sentimentali in funzione del meritato riposo.
Non ho più la forza per niente.
Ogni giorno è una battaglia, e io inizio a non vederne davvero più il senso.
Che cazzo di senso ha fare questa vita?
Spero di scoprirlo prima di rompermi il cazzo definitivamente.
Sono così stanca di essere stanca.

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