Chi sono

 Chi sono

Quasi ogni sito ha una pagina così, e quasi tutti i blog cominciano con una presentazione personale.

Beh, chi sono io per controvertere la tendenza?

Mi chiamo Giorgia e sono una millennial.

O perlomeno credo.

Classe 1995, nata nel limbo tra millennial e generazione Z, sono come Balto: non è Z, non è millennial, sa soltanto quello che non è.

Beh, in realtà io sono la crasi tra le sfighe delle due generazioni.

Nata in piena recessione, non ho mai visto un periodo di crescita economica e non ho idea di cosa significhi vivere con la speranza nel futuro, in più vivo in un mondo allo sbaraglio e non so se riuscirò a vivere fino ai miei 50 anni (esatto, se cercate una botta di ottimismo, non sono io la persona adatta. Prego proseguire verso il blog delle fatine allegre).

Catapultatami nel mondo del lavoro forse con un pelo di fretta dopo una laurea conseguita perché sì e diventata finalmente adulta (pago le tasse e aspetto il sole per stendere le lenzuola, che altro volete?), ho assistito a diverse ingiustizie. Alcune personali, altre verso i miei colleghi, alcune dirette verso i miei amici o conoscenti.

Pensavo che con la vita adulta avrei dovuto sì mangiare chili di merda, ma che ne avrei potuta restituire un po'.

Mi sbagliavo.

Da anni provo ormai una rabbia incontrollata data da un'impotenza totale contro le ingiustizie e prevaricazioni del mondo.

E questo mina seriamente la mia salute fisica e mentale.

Per questo nasce questo blog: per sfogarmi

Non mi interessa che venga letto, né che al povero malcapitato di turno piaccia ciò che scrivo. Questa è una cosa mia che mi serve per lamentarmi, togliermi un peso dal petto e tornare a fare quello che facevo con un po' meno voglia di ammazzare qualcuno.

Siccome i social sono, appunto, social, ho scelto qualcosa così di nicchia che manco gli speleologi lo troveranno mai: il blog.

Antico raccoglitore di articoli che nessuno leggerà mai, sfruttato all'inverosimile dalle aziende nel disperato tentativo di indicizzare il sito per Google, io approfitto della sua impopolarità e della quantità imbarazzante di blog presenti nel mondo per nascondermi.

Come si dice, se devi nascondere un albero, meglio farlo in una foresta (lo imboschi, lol).

Quindi se siete capitati per caso fin qua e non avete ancora capito quanto vi convenga andartene, peggio per voi, ma non aspettatevi frasette motivazionali, gioia, lezioni morali o che.

No, aspettatevi solo vagonate di merda.

Soprattutto la mia.

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